L’invecchiamento della popolazione produce cambiamenti che riguardano la crescita economica, i sistemi sanitari e le finanze pubbliche stanno nelle principali economie mondiali. Il Giappone ha la popolazione più anziana tra le principali economie, con il 30% della sua popolazione over 65.
La Cina ha la più grande popolazione anziana al mondo, con oltre 211 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni, mentre l’India ne ha più di 100 milioni, secondo i dati delle Nazioni Unite e del Fondo Monetario Internazionale (FMI). L’invecchiamento della popolazione nelle prime 30 economie varia notevolmente, riflettendo le differenze nei tassi di fertilità, nell’aspettativa di vita e nelle fasi di sviluppo economico.
Il Giappone si distingue per essere l’economia più anziana del mondo, con il 30% della sua popolazione over 65, pari a oltre 37 milioni di persone. I bassi tassi di fertilità e l’elevata aspettativa di vita hanno guidato il cambiamento demografico in Giappone, creando sfide significative per la sua forza lavoro e il suo sistema pensionistico.
L’Europa conta nove dei 10 Paesi con la più alta percentuale di anziani presenti nel ranking. Seguono da vicino Italia (25%), Germania (24%), Francia (23%) e Spagna (22%), con circa un quarto della popolazione in questa fascia d’età. Molte economie europee si trovano ora ad affrontare un calo della popolazione in età lavorativa, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità economica a lungo termine.
La Cina ha di gran lunga la più corposa fetta di popolazione anziana in termini assoluti, con oltre 211 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni, sebbene attualmente rappresenti solo il 15% della popolazione cinese. Analogamente, in India gli anziani rappresentano solo il 7% della popolazione. Tuttavia, il paese più popoloso del mondo conta già oltre 101 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni.
Alcune delle maggiori economie mondiali, d’altro canto, hanno le percentuali più basse di anziani. L’Arabia Saudita (3%) e gli Emirati Arabi Uniti (2%) hanno le percentuali più basse di anziani, a causa della loro numerosa forza lavoro migrante.
Anche le economie emergenti come Indonesia (8%), Messico (9%) e Turchia (11%) mantengono basse percentuali di anziani, anche se è probabile che queste aumentino nei prossimi decenni con l’aumento dell’aspettativa di vita e la diminuzione dei tassi di natalità.
Fonte: www.idealista.it

