Nell’anziano fragile l’innovazione non riguarda solo grandi macchine o procedure complesse: significa riconoscere prima uno scompenso, evitare una riacutizzazione clinica, monitorare un’aritmia, scegliere il dispositivo meno invasivo e mantenere più a lungo il paziente nel proprio ambiente di vita.
Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di ricovero, disabilità e mortalità nell’anziano.
L’innovazione clinica ha implicazioni di ampio spettro per la tutela della salute degli anziani. La telemedicina può diventare uno strumento decisivo per la gestione dell’anziano cronico e fragile, ma solo se viene inserita in un percorso di cura reale. Anche l’intelligenza artificiale potrà contribuire a individuare precocemente segnali di rischio, ma solo se alimentata da dati affidabili e inserita in processi clinici governati dai professionisti.

