Il diritto al cibo riguarda la dignità delle persone: significa poter accedere a un’alimentazione sana, sicura e di qualità, anche quando si vive in condizioni di difficoltà economica. Da questo principio è partito l’intervento di Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle ACLI, al convegno «Dieci anni che non si sprecano – La legge Gadda 166/2016: i risultati, le alleanze, il futuro», che si è svolto il 6 ottobre a Palazzo Montecitorio.
Le ACLI hanno portato al confronto un’esperienza che oggi, nelle sedi in cui il modello è a regime, permette di recuperare oltre 2.000 tonnellate di cibo ogni anno, equivalenti a circa un milione di pasti. Una rete di oltre 200 associazioni beneficiarie e 250 aziende donatrici consente di raggiungere più di 25.000 persone in condizioni di povertà alimentare. Questo impegno nasce circa quindici anni fa da alcune sperimentazioni territoriali e si è progressivamente sviluppato in un modello nazionale. Il progetto R.E.B.U.S. di Verona, «Il Cibo che Serve» delle ACLI di Roma, gli Empori Solidali di Mantova e il recupero nelle mense scolastiche di Venezia raccontano un lavoro che unisce distribuzione degli alimenti, educazione al consumo consapevole e sostegno alle persone. Attorno al cibo si costruiscono relazioni, si incontrano famiglie, si riconoscono bisogni legati anche alla solitudine e ad altre fragilità.
Nel suo intervento, Manfredonia ha richiamato il paradosso di un sistema nel quale convivono grandi quantità di eccedenze e persone che non riescono ad accedere con continuità a un’alimentazione adeguata. Contrastare questa contraddizione significa riconoscere che anche chi riceve un aiuto alimentare conserva il diritto alla qualità, alla varietà e alla possibilità di scelta. Il recupero deve quindi inserirsi in un percorso che tuteli la dignità delle persone e costruisca risposte durature nei territori. La legge Gadda ha contribuito a questo cambiamento, riconoscendo il valore sociale dei beni rimasti fuori dai circuiti commerciali e rendendo più semplice la loro donazione. Manfredonia ha sottolineato come la norma valorizzi la libertà delle aziende di impegnarsi attraverso il dono e riconosca il Terzo settore come protagonista nella costruzione di alleanze con imprese, istituzioni e comunità.
Per organizzare e rendere trasparente il lavoro delle reti territoriali, le ACLI hanno realizzato, grazie a un contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la piattaforma The Avanzers. Il sistema permette alle aziende di segnalare le donazioni, predisporre i documenti di trasporto e monitorare i quantitativi donati, raccogliendo informazioni utili anche a ridurre le eccedenze nei processi produttivi e di acquisto. Gli enti beneficiari, accreditati dalle sedi ACLI, possono candidarsi al ritiro e confermare l’esito del recupero, segnalando eventuali differenze tra le quantità dichiarate e quelle ricevute o problemi nelle condizioni dei prodotti. Le amministrazioni comunali possono conoscere le aziende e gli enti coinvolti e monitorare quanto viene recuperato sul proprio territorio. La piattaforma rende così tracciabili i flussi e documenta le donazioni anche ai fini delle agevolazioni fiscali applicabili e delle eventuali riduzioni della TARI, dove previste.
A dieci anni dalla legge Gadda, la proposta delle ACLI è rafforzare questo lavoro e compiere un passo ulteriore: passare dal recupero alla prevenzione dello spreco, intervenendo sui meccanismi che producono le eccedenze e rendendo più stabile l’accesso al buon cibo. Da qui l’impegno per i patti territoriali per il cibo, che mettano allo stesso tavolo Comuni, imprese, agricoltori, grande distribuzione, enti del Terzo settore, scuole, servizi sociali e cittadini. Mappare bisogni ed eccedenze, condividere la logistica, promuovere l’educazione al non spreco e valutare i risultati sono gli strumenti per costruire sistemi alimentari locali più giusti e sostenibili. Una particolare attenzione va anche alle piccole eccedenze diffuse di negozi, bar, ristoranti e mense, il cui recupero richiede organizzazione e mezzi adeguati. L’obiettivo è misurare, insieme al cibo recuperato, lo spreco evitato, il valore sociale e ambientale generato e la capacità di garantire alle persone un’alimentazione adeguata nel tempo.
Il confronto proseguirà a Bari il 15 e 16 ottobre con «Eccediamo. Il festival del cibo giusto per tutti», nell’ambito del progetto ACLI «Diritti al Cubo»: un’occasione per coinvolgere scuole, istituzioni e cittadinanza sui temi del diritto al cibo, della solidarietà e della sostenibilità.
Fonte: www.acli.it

