Pensionati Inps all’estero: al via la campagna redest 2027

È in corso la campagna INPS per la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2025 dai pensionati residenti all’estero. La mancata presentazione della dichiarazione può comportare la riduzione della pensione e la richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite.

L’INPS ha avviato la campagna REDEST 2026, che interessa migliaia di pensionati residenti all’estero, in particolare in Francia, Germania, Svizzera e Belgio. Dal 25 maggio 2026 è attivo il canale per l’invio delle comunicazioni telematiche, riservato ai Patronati e ai Consolati.

Attenzione alle precedenti campagne RED

Attraverso questo canale è stata riaperta anche la possibilità di trasmettere le dichiarazioni relative alla campagna RED 2025, riferita ai redditi percepiti nel 2024, per i pensionati che non abbiano ancora provveduto.

La campagna RED 2024, relativa ai redditi del 2023, è invece definitivamente chiusa. I pensionati che non hanno presentato la dichiarazione dovranno richiedere la ricostituzione reddituale della pensione direttamente all’INPS oppure rivolgendosi agli Enti di Patronato presenti all’estero.

REDEST 2026: cosa bisogna fare

I pensionati interessati riceveranno per posta, da parte dell’INPS, il modello REDEST 2026.

Per la campagna REDEST 2026 devono essere dichiarati i redditi percepiti nel 2025. Dopo aver ricevuto la richiesta dell’INPS, i pensionati possono rivolgersi alle sedi estere dei Patronati, portando con sé:

· un documento di identità;

· gli estremi della pensione italiana;

· la documentazione relativa ai redditi percepiti all’estero e, se presenti, anche in Italia.

Quali redditi devono essere dichiarati

Devono essere indicati:

· i redditi previdenziali italiani ed esteri;

· i redditi da lavoro;

· i redditi immobiliari, con esclusione della prima casa;

· i redditi da capitale e da partecipazione;

· i redditi di natura assistenziale.

Cosa succede in caso di mancata dichiarazione

La mancata presentazione della dichiarazione può comportare la riduzione dell’importo della pensione e la richiesta di restituzione delle quote considerate indebitamente percepite.

Fonte: www.patronato.acli.it