Pubblichiamo il comunicato stampa del Patto cui la Fap Acli aderisce.
Per la Legge di Bilancio 2027 il Patto chiede di destinare queste risorse a sviluppare l’assistenza a casa, rafforzare le strutture residenziali e semplificare le procedure.
ROMA, 20 OTTOBRE 2026 – «La prossima Legge di Bilancio è un’occasione da non perdere per dare risposte concrete agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie. Le risorse sono limitate, ma è possibile individuare gli interventi prioritari da cui partire per affrontare una delle principali sfide sociali del Paese».
È l’appello del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che rilancia le proposte presentate alle istituzioni nei mesi scorsi e chiede al Governo di inserirle nella Legge di Bilancio 2027.
In Italia vivono circa 4 milioni di anziani non autosufficienti. Insieme ai familiari e a chi lavora nell’assistenza, le persone coinvolte sono circa 10 milioni.
QUATTRO PRIORITÀ PER INTERVENTI CONCRETI – Il Patto propone di semplificare il percorso di accesso a servizi e sostegni, riducendo valutazioni e passaggi tra uffici; costruire un servizio domiciliare continuativo, che integri cure sanitarie e aiuto nella vita quotidiana; migliorare la qualità e l’accessibilità delle strutture residenziali; sperimentare la nuova Prestazione Universale, con importi graduati e una maggiorazione per chi sceglie servizi qualificati.
UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA MILIONI DI FAMIGLIE – Le difficoltà del sistema sono concrete: per accedere a servizi e sostegni, un anziano deve affrontare in media 5-6 valutazioni; l’assistenza domiciliare offre 16 ore annue per assistito; circa 270.000 persone sono in lista d’attesa per un posto in struttura residenziale, un numero simile a quello degli anziani oggi ospitati.
Quando un genitore perde autonomia, le famiglie si trovano spesso a dover
organizzare da sole l’assistenza, orientarsi tra servizi frammentati e
sostenerne i costi. Se l’anziano può restare a casa, servono aiuti continuativi; quando ha bisogno di una struttura, occorrono posti disponibili, personale adeguato e rette sostenibili.
Assistenza a domicilio e strutture residenziali sono risposte diverse a bisogni
diversi, entrambe necessarie. Quando gli aiuti non bastano, la cura non
scompare: ricade sul tempo, sul lavoro e sui risparmi dei familiari.
PROSEGUIRE IL PERCORSO AVVIATO – Gli interventi proposti si inseriscono nel percorso delle recenti azioni di sistema. Dopo la riforma del 2023, all’inizio di ottobre il Governo ha approvato il primo Piano nazionale dedicato alla fragilità e alla non autosufficienza della popolazione anziana. È un passaggio importante: offre un riferimento comune alla programmazione e mette al centro obiettivi come l’assistenza a domicilio, l’accesso ai servizi e il rafforzamento del personale sociosanitario. Ora occorre proseguire lungo la strada tracciata: la Legge di Bilancio 2027 può tradurre questi obiettivi in interventi concreti. Nel Documento programmatico di finanza pubblica non emergono ancora stanziamenti dedicati alle proposte del Patto, ma la manovra è tuttora in fase di definizione.
REALISMO, SENZA RINUNCIARE AL CAMBIAMENTO – A luglio il Patto aveva proposto uno stanziamento di circa un miliardo di euro per il 2027, da incrementare progressivamente negli anni successivi. Ora chiede che la Legge di Bilancio stanzi almeno 500 milioni nel 2027, come primo passo concreto, e che gli interventi siano rafforzati negli anni seguenti. Una richiesta calibrata sui vincoli di finanza pubblica, che mantiene l’obiettivo di avviare un cambiamento e svilupparlo nel tempo.
60 ORGANIZZAZIONI, UNA PROPOSTA CONDIVISA – Proprio la gravità della situazione ha spinto, nel 2021, organizzazioni con storie e sensibilità differenti a superare le tradizionali divisioni del settore e a unirsi nel Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza. Oggi la coalizione riunisce la gran parte delle organizzazioni che rappresentano anziani, familiari, pensionati, professionisti, Terzo settore e realtà che offrono servizi. Una comunità ampia e plurale che da anni lavora insieme per elaborare soluzioni condivise e metterle a disposizione delle istituzioni.

