Decreto #Quota100: Ape Sociale prorogata fino a dicembre 2019

L’Ape sociale è stata prorogata di un anno, fino a dicembre 2019: è una delle novità del Decreto Legge, appena approvato, con il quale sono state introdotte quota 100 e reddito di cittadinanza.

L’APeSociale è un assegno che consente di andare in pensione in anticipo ed è destinata ai lavoratori dipendenti, autonomi e agli iscritti alla gestione separata dell’Inps che abbiano maturato 63 anni di età anagrafica e almeno 30 o 36 anni di contribuzione, a seconda della tipologia di lavoro svolto.

Dall’1 gennaio 2018 le lavoratrici madri possono beneficiare dello sconto di un anno di contribuzione per ogni figlio entro un massimo di 2 anni di età.

Condizioni per il diritto

Oltre a chi possiede i requisiti contributivi e anagrafici indicati sopra, possono richiedere l’Ape social anche i lavoratori che versano in condizione di difficoltà individuata in base a quattro specifici profili:

  • Lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di cessazione dal rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale, contratti a termine, a condizione che nei tre anni precedenti la cessazione abbiano avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi, ed abbiano smesso da almeno tre mesi di usufruire della prestazione di disoccupazione loro spettante. I soggetti richiedenti devono essere in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.
  • Lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, un parente di primo grado convivente o un parente o affine di 2° grado con handicap grave, qualora il coniuge o genitore della persona affetta da handicap abbiano compiuto 70 anni o siano anch’essi invalidi o deceduti, e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.
  • Lavoratori che abbiano una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile e siano in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva.
  • Lavoratori che al momento della decorrenza dell’Ape sociale risultino svolgere o aver svolto in Italia una delle attività professionali considerate gravose, secondo precise tempistiche: da almeno 6 anni in via continuativa negli ultimi 7, oppure almeno 7 anni di lavoro continuativo negli ultimi 10. L’anzianità contributiva richiesta in questi casi è di 36 anni.

Per poter ottenere l’APeSociale i potenziali beneficiari dovranno innanzitutto presentare all’Inps domanda di certificazione dei requisiti, verificati i quali potranno procedere con la richiesta di accesso all’anticipo pensionistico.

L’istanza di verifica va inviata entro tre finestre temporali: 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre.

Il sussidio consiste in un assegno erogato direttamente dall’Inps per 12 mensilità all’anno: il valore, che è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso all’indennità stessa, non può superare i 1500 euro lordi.

La pensione con Ape sociale non è compatibile con gli altri trattamenti di sostegno al reddito, non può essere concessa a coloro che sono già titolari di una pensione diretta e per accedere al sussidio il lavoratore deve cessare qualsiasi attività lavorativa, sia dipendente che autonoma.

È consentito però cumulare l’indennità con piccoli redditi: entro gli 8.000 euro lordi annui nel caso di lavoro dipendente, entro i 4.800 euro per lavoro autonomo.

#inpensioneprima

Oltre all’Ape Sociale, varie sono le opportunità per andare #inpensioneprima, per una consulenza previdenziale personalizzata e per assisterti nell’invio della domanda gli Operatori del Patronato Acli ci sono. Prenota un appuntamento e incontriamoci nella sede a te più vicina.

Fonte: www.patronato.acli.it