Il 25 aprile, un antivirus di libertà e di solidarietà

La Resistenza e la Liberazione sono state una stagione straordinaria per la storia d’Italia, come un secondo Risorgimento.

La Resistenza e la Liberazione sono state il mito fondativo della nostra Repubblica, con valori esattamente opposti a quelli del mito nazi-fascista. Ben lo sappiamo perché il nostro Achille Grandi li ha sostenuti con tenacia.

La Resistenza e la Liberazione sono state una storia popolare, come ci  ammoniva Giovanni Bianchi, che oggi ricordiamo anche per essere stato il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Partigiani Cristiani.

Ed è una storia popolare, perché la Resistenza e la Liberazione hanno coniugato la grande narrazione di un Paese che cambia e cresce con le tante narrazioni delle donne e degli uomini che l’hanno animata, attraversata. In questo senso, davvero la storia siamo noi.

Da quella storia di morte e di vita, di sangue e di anima, è scaturita tutta un’altra storia per l’Italia. Una storia di ricostruzione, di pace e di progresso, come avrebbero voluto tutti coloro che hanno dato la vita per questo, eroi e martiri.

È una storia che passa anche dall’oggi, da questo momento storico. Oggi siamo qua, chiamati a vivere la nostra storia. Anche a noi, oggi, è chiesto un compito, perché ogni liberazione non è mai compiuta una volta per tutte. Il compito di costruire un Paese libero, pacifico e giusto non è mai esaurito, va costantemente rinnovato. Per questo occorre essere sempre resistenti, vigilanti, come capiamo oggi col welfare, in particolare sanitario e sociale. Il welfare va difeso perché tutto ciò che salva e che libera le vite delle persone va difeso, perché è ciò che difende i più fragili e i più vulnerabili. Bisogna resistere con intelligenza e tenacia.

In questi giorni di chiusura ci piace usare la parola resistenza per parlare della pandemia, del virus. Dobbiamo resistere, si dice, serve un vaccino: un antivirus. Ed è proprio così. Se con la mente torniamo a quegli anni, potremmo dire che l’antivirus politico e morale si componeva di libertà e di solidarietà. Ancora oggi crediamo che lo stesso antivirus del 25 aprile, basato sugli stessi principi attivi di libertà e di solidarietà, sia ciò che serve a questa repubblica per continuare a essere se stessa difendendo tutti e ciascuno. È la memoria e il futuro che ci rende orgogliosi. Ogni futuro è quasi sempre composto dalla storia.

Buona festa della Liberazione!

Roberto Rossini, Presidente nazionale ACLI

Fonte: www.acli.it